IMPLANTOLOGIA TUTTO IN UN GIORNO

Guarda il video e scopri le risposte alle domande frequenti

  • prima-e-dopo
  • implantologia carico imm
  • chir1

          

          

          

          

 

IMPLANTOLOGIA IERI E OGGI 

 

L’implantologia dentale è una ben nota metodica chirurgica per la riabilitazione funzionale del paziente affetto da edentulismo totale o parziale. Si effettua mediante l’utilizzo di impianti metallici e non, nell’osso mascellare o mandibolare, per permettere la connessione e il sostegno di protesi fisse e mobili.

La metodica più diffusa tesa a rendere più controllabile il successo dell’intervento implantologico usata fin dagli anna 70’ è quella del ricercatore svedese Prof. P. I. Branemark

 

professore
Prof. P.I Branemark
casal

 
chirurgo ortopedico e ricercatore svedese, è grazie a lui che viene coniato il termine osteointegrazione (stretto legame superficie impianto-osso).
Nei primi anni ’60 Branemark scopre, casualmente durante un esperimento, che il titanio è un metallo  in grado di consentire un legame molto stabile con l’osso con il vantaggio di essere del tutto biocompatibile (esente cioè da fenomeni di rigetto).

Il prof. Branemark e i suoi collaboratori definirono questo stretto legame tra osso e titanio osteointegrazione e stabilirono dei parametri che prevedevano un’attesa di 3-4 mesi nella mandibola e 5-6 nell’osso mascellare superiore prima di utilizzare gli impianti dentali a fini protesici (cioè prima di potere avvitare sopra delle corone protesiche).

Questo lasso di tempo era considerato indispensabile per consentire all’impianto di  osteointegrarsi nell’osso. In quegli anni il timore era che, nelle prime fasi di guarigione, le potenti forze masticatorie potessero creare instabilità (micromobilità) degli impianti dentali inseriti, compromettendo il processo di osteointegrazione.

Nei primi anni ’90 alcuni ricercatori e clinici esperti in implantologia dentale si accorsero che non era sempre necessario attendere i tempi suggeriti dal Prof. Branemark ( dai 3 ai 6 mesi ) per il processo di osteointegrazione. Essi, in sostanza, affermavano che, garantendo da subito una buona Stabilità primaria sarebbe stato possibile protesizzare  un impianto (cioè avvitare su di esso una corona protesica) già a pochi giorni dal suo inserimento nell’osso: la guarigione dei tessuti ossei e l’osteointegrazione non ne sarebbero state pregiudicate. Si aprono così le porte all’implantologia a carico immediato.

Es. Caso Clinico (con metodica Branemark in 3 tempi chirurgici ormai obsoleta) effettuato dal dott. Marco Parravano nell’anno 1999.

 

1copia

1

2copia

2

3copia

3

4copia

4

Estrazioni di tutti i denti dell’arcata fig.1-2 perchè ormai molto compromessi parodontalmente e irrecuperabili. Inserimento protesi mobile totale (dentiera ) fig.3 e attesa di circa tre mesi per la guarigione completa di osso e gengiva fig.4

1copia

5

2copia

6

3copia

7

4copia

8

Dopo un’attesa di tre mesi, nuovo intervento chirurgico con inserimento d’impianti e suture in una seduta fig.5-6. Dopo 7 giorni rimozione suture e rinserimento protesi provvisoria mobile ( dentiera ) mediante una ribasatura di pasta morbida bianca fig.7 per favorire la guarigione dei tessuti gengivali fig. 8 . Circa 20 giorni dopo i tessuti gengivali sono completamente guariti con gli impianti sommersi fig. 8. (per tutta l’attesa dell’osteointegrazione il paziente rimane con la protesi mobile)
Dopo 5 mesi d'attesa si passa alla fase di riapertura delle gengive per favorire l'esposizione degli impianti e il loro utilizzo per la protesizzazione fissa provvisoria fig.9-10

 

1copia

9

2copia

10

3copia

11

4copia

12

Sette giorni dopo l’inserimento delle viti di guarigione fig.10 si passa all’inserimento dei provvisori che resteranno fissi per circa 2 mesi fig.11-12. Questi provvisori facilitano la programmazione per la realizzazione dei definitivi e guidano la crescita della gengiva fig.13 in modo corretto intorno ai denti per avere un effetto estetico migliore.

 

2copia

13

3copia

14

4copia

15

Successivamente si preparano i monconi fresati con strutture in lega aurea fig.14-15, si passa alla ceramizzazione delle strutture, quindi rifinitura, lucidatura e inserimento in bocca delle corone ormai pronte e definitive fig.17-18-19.

 

2copia

16

3copia

17

4copia

18

4copia

19

La terapia implanto protesica si conclude con successo dopo circa un anno e due mesi con l’utilizzo di tre tipi di chirurgie in tempi diversi ( estrazioni, inserimento impianti, riapertura delle gengive) e due tipi di provvisori (protesi mobile prima e protesi fissa dopo).

SVANTAGGI: Tempi di esecuzione molto lunghi, disagi per il paziente sottoposto a più interventi, costi elevati per il tipo di materiale e per le lunghe lavorazioni sia odontotecniche che odontoiatriche.

 

NUOVA METODICA
CARICO IMMEDIATO

(TUTTO IN UN GIORNO)

A questa metodica classica Branemark (eseguita in 3 tempi chirurgici) attualmente ancora valida e sicura si aggiunge oggi una nuova tecnica implantare definita “carico immediato” (eseguita in un solo tempo chirurgico) con apposizione di protesi fissa nell’arco delle 24 ore dall’inserimento dell’impianto.

tempo

Il promotore di questa tecnica, diventata molto popolare in questo ultimo decennio, è un dentista portoghese di Lisbona, ildr. Paulo Malò, che ha ripreso dei concetti di chirurgia implantare sviluppati negli anni 90′                                        

3-paulo 2

 dr. Paulo Malò

che suggerivano la possibilità di evitare interventi complessi ed invasivi, quali  gli innesti ossei o gli innalzamenti di seno mascellare, inclinando gli impianti in modo da ancorarli in modo particolarmente stabile nell’osso residuo del paziente.

impianto 4

Grazie agli studi del Dr. Paulo Malò nella Malò Clinic di Lisbona ed all’investimento economico della grande società produttrice di impianti dentali  (Nobel Biocare) questa metodica viene eseguita e presentata al mondo nel 2003.  In Italia il primo intervento con la tecnica di Malò è stato eseguito nel 2004.

 malo clinic01

 

Il dott. Malò propone, con la sua tecnica, l’utilizzo di soli quattro impianti (da ciò il famoso nome “all on 4”) che per la loro lunghezza ed inclinazione nell’osso assicurano in tempo immediato la possibilità di sostenere arcate di denti parziali o totali. 

impianto dentali all on four

Nel nostro Centro di Implantologia Dentale abbiamo importato questa tecnica, ormai così consolidata che riporta consensi positivi a livello mondiale, personalizzandola conl’aggiunta di due impianti nell’arcata superiore (realizzando una arcata dentaria di 12 denti sostenuta da 6 impianti)

  16

 e un impianto nell’arcata inferiore (realizzando una arcata dentaria di 12 denti sostenuta da 5 impianti). 

21

 Nel nostro Centro abbiamo scelto di utilizzare un numero superiore di impianti rispetto alla tecnica di Malò in modo da assicurare nel tempo una maggiore affidabilità e durata degli impianti così sottoposti ad un carico masticatorio di 12 denti (come nostro protocollo testato).

2 - Copia

              Un’arcata dentaria di 12 denti su impianti in 8 ore!

L’applicazione di questa nuova metodica implantare, l’inserimento di soluzioni tecnologiche personalizzate e l’utilizzo di materiali innovativi certificati ci permettono nell’arco di 8 ore di effettuare il nostro intervento implantoprotesico (denominato dal dott. Parravano ”Tutto in un giorno”) che prevede l’estrazione dei denti malati, l’inserimento di 5-6 impianti e l’apposizione  di un’intera arcata dentaria con protesi fissa! (12 denti).

 

Il successo di questa nuova terapia nel nostro Centro è dovuto anche da nuove tecnologie e metodiche introdotte quali: 

A) Controllo totale della sintomatologia dolorosa intra e post operatoria

B) Recenti forme anatomiche più idonee dell’impianto

C) Aumento della lunghezza degli impianti e il loro inserimento in posizione       inclinata rispetto alla cresta ossea 

D)Nuovi materiali usati per la protesizzazione  immediata provvisoria. 

E) Utilizzo della tecnologia Cad – Cam

F)Utilizzo di nuovi monconi chiamati  M.U.A.

G)Progettazione per mezzo del computer, con la ricostruzione digitale in 3D di esami   radiologici e l’utilizzo di modelli stereolitografici.      

H) Utilizzo di una dima chirurgica programmata

I) Utilizzo della tecnica Flapless  senza l’uso del bisturi e dei punti di sutura

L) Utilizzo della tecnica innovativa degli impianti zigomatici.

 

 

A)  Controllo totale della sintomatologia dolorosa intra e post operatoria.

 

Attraverso l'introduzione della figura dell'anestesista si effettua una sedazione cosciente endovenosa oltre alla normale  anestesia locale iniettata.

70856-7756557 - Copia

La sedazione cosciente endovenosa permette di somministrare dei farmaci sedativi in modo da modulare lo stato di coscienza, eliminando totalmente ansia, stress, paura, sensazione del tempo e ricordo dell'intervento.

ImmaSPECCHIO

Il paziente è sedato, monitorizzato, totalmente rilassato, può dormire o collaborare con il chirurgo,non viene intubato come in ospedale, mantiene i riflessi respiratori e non conserva il ricordo delle manovre odontoiatriche. Riprende completa coscienza dopo 2-3 ore (tempo dell'intervento) e non si rende conto inizialmente neanche di quello che è successo!

promozione swident-1

 

Oltre il controllo della sintomatologia intraoperatoria è stata prestata molta attenzione anche al controllo della sintomatologia post operatoria immediata e dei giorni successivi Attraverso l'utilizzo di un protocollo farmacologico testato, viene assicurata la massima riduzione del dolore spontaneo quasi assente, sia durante la giornata dell'intervento che nei giorni successivi.

7

Un lieve edema accompagnato da eventuali ecchimosi sul viso, possono essere considerati gli unici effetti collaterali spiacevoli. Il paziente può avere la gioia di uscire di casa e mantenere rapporti sociali fin dal giorno successivo!

senior-friends





    

B)      Recenti forme anatomiche più idonee e ritentive dell’impianto favoriscono una buona stabilità meccanica nell’osso chiamata “stabilità primaria

noris 1
20

Questi impianti possono essere subito inseriti nell’osso o negli alveoli post-estrazione (dei denti irrecuperabili) e stabilizzati all’interno, senza la necessità di attendere i normali tempi di guarigione dei tessuti molli (gengiva 15 giorni circa) e tessuti duri (osso 3-4 mesi) come invece avviene per gli impianti endossei (di tipo classico), nelle consuete metodiche di implantologia.fig.21

21   5
21



 

C)     Aumento della lunghezza degli impianti e il loro inserimento in posizione inclinata rispetto alla cresta ossea. 

Ie2 - Copia

 L’intervento viene effettuato con impianti molto più lunghi di quelli usati dalla precedente metodica perchè vengono applicati in posizione obliqua rispetto alla cresta ossea favorendo un migliore sfruttamento della stessa e maggiore stabilità.

impianto 4

Inoltre la posizione obliqua permette di raggiungere dei punti di appoggio posteriori per sostenere i denti, senza andare ad interferire con nessuna struttura anatomica pericolosa, come ad es. nervo mandibolare o seno mascellare riducendo rischi e aumentando le potenzialità risolutive.

30 DELLANOCE DONATELLA  20150724 13-33-2423

LA NUOVA TECNICA IMPLANTARE CI PERMETTE DI TRATTARE CASI UN TEMPO IMPOSSIBILI !!

I pazienti con ridotta presenza di osso e di conseguenza poca stabilità degli impianti che vengono esclusi dall’implantologia classica, per l’implantologia a carico immediato invece vengono considerati idonei perchè anche con poco osso presente si riesce ad avere la possibilità di una immediata protesizzazione degli impianti. Di conseguenza, l’utilizzo di innesti ossei è fortemente ridotto,  quindi minori rischi, disagi fisici ed economici per il paziente.




D)  Nuovi materiali usati per la protesizzazione  immediata provvisoria

Questa metodica a carico immediato risulta più semplice e più precisa della classica grazie all’utilizzo di materiali di nuova tecnologia sia per la realizzazione di armature protesiche (scheletro delle protesi che sostiene i denti artificiali) che per i materiali da rivestimento estetici (si utilizzano per rivestire denti e gengive artificiali).

   MATERIALI PER ARMATURE PROTESICHE PROVVISORIE

Riguardo i materiali per armature va al primo posto il PEEK (versatile biomateriale polimerico) che presenta modulo di elasticità come la corticale ossea, straordinaria resistenza e flessibilità, ottima adesione con i compositi, contrazione minima. La sua proprietà mimetica lo fa preferire ai metalli tradizionali.fig. 22-23 Esso può essere rinforzato con le fibre di carbonio.fig.24

 KGHJG

 

Anche questi materiali come le fibre di carbonio rivestite di opaco bianco fig.24 e le fibre di vetro fig.25 vengono considerati eccellenti per le realizzazioni di armature, perché offrono al manufatto una buona resistenza e ottima estetica.

FDFTHTR

 

MATERIALI DA RIVESTIMENTO ESTETICI UTILIZZATI
ANCHE IN PROTESI PROVVISORIA

Fra i materiali di rivestimento più innovativi, vi sono i compositi di nuova generazione fig.26 (facile lavorazione, fotoindurenti, micro riempitivi, bassa contrazione, ottima estetica, facile riparazione e bassi nei costi) che primeggiano per le realizzazioni di protesi fisse e mobili (soprattutto Toronto Bridge) su impianti, fig. 27

IH

 

Altro materiale innovativo degno di rilievo largamente utilizzato nel nostro Centro per la realizzazione di protesi fisse provvisorie su impianti è il polimetilmetacrilato (in forma abbreviata PMMA), una materia plastica  formata da polimeri del metacrilato di metile che ha una altissima resistenza al carico masticatorio, resistenza alla rottura molto elevata, resistente alla placca e priva di qualsiasi sostanza nociva inserita.
Questo materiale per la sua notevole resistenza viene usato preferibilmente senza l’ausilio del materiale per armature semplificando notevolmente le fasi di protesizzazione  del carico immediato.

2.cialda-pmma-colorato - Copia

Questa particolare resina acrilica viene lavorata dalla forma solida fig.28  (a blocchi circolari) con una fresa/robot fig.29 che lavora per sottrazione di materiale e nel giro di circa 2-3 ore riesce a riprodurre dei denti provvisori mantenendo estrema precisione ed estetica. fig. 30-31

PICT3724 - Copia

 Inoltre grazie alla matrice resinosa altamente omogenea contenuta, dopo una accurata rifinitura e lucidatura manuale si ottiene un risultato estetico molto naturale con elevata traslucenza. fig. 32

PICT0511
32


 

E) Utilizzo della tecnologia Cad – Cam (scanner 3d o camera intraorale , software di elaborazione, macchina fresatrice di blocchi di materiale) amplifica al massimo la tecnologia per la lavorazione di tutti questi materiali innovativi con vantaggi di precisione, rapidità, affidabilità, estetica ed economicità.

Questa tecnologia si avvale di un sistema di rilevamento dati attraverso l’utilizzo di uno scanner che copia la forma di un modello in gesso, resina e\o lavorato in cera fig.30 realizzato precedentemente per mezzo di un’ impronta di tipo classica oppure con un rilevamento d’impronta di tipo digitale direttafig.31 delle arcate dentarie e della bocca. L’impronta è presa con una camera- scanner intraorale specifica che trasferisce le sue informazioni in un file come avviene anche per lo scanner da laboratorio.


HBFG

Questa tecnologia si avvale inoltre di un software  fig. 32-33 che elabora i dati inviati o dallo scanner(nel caso della impronta classica) o dalla camera-scanner intraorale via internet (nel caso della impronta digitale) per la progettazione in 3D (tridimensionale) delle protesi in ceramica, zirconia, cere, resine, compositi ecc.


fhfgg

 

ed in ultimo i dati elaborati dal software in base alla nostra programmazione vengono inviati ad una fresa/robotfig.35-35 per la limatura dei  blocchi protesicifig.36 che vengono lavorati per sottrazione di materiale nel giro di 2 - 3 ore circa mantenendo estrema precisione, affidabilità ed eccellente risultato fig.37

 yu

 

hj



F)
 Utilizzo di nuovi e particolari monconi chiamati  M.U.A. fig.38 (Multi Unit Abutment) posizionati sugli impianti  completa in modo eccellente la metodica di protesizzazione immediata.

ughhug

I monconi MUA per la loro particolare angolazione quando vengono inseriti sugli impianti riescono a raggiungere il parallelismo fra di loro, fig.39 anche se gli impianti sottostanti presentano angolazioni estreme nell’osso per evitare di entrare in contatto con zone anatomiche pericolose (nervi arterie muscoli ecc.).

CFHFT

Con l’utilizzo dei MUA si raggiungono delle eccellenti condizioni di protesizzazione che sarebbero impossibili raggiungere nelle altre metodiche classiche con l’utilizzo di vecchi monconi (che generano disparallelismo). Quest’ultimi non avrebbero permesso di raggiungere un perfetto parallelismo, quindi facilità di un corretto inserimento della protesi fissa associata ad un ottima stabilità della stessa.

Imm imp - Copia

Altro grande vantaggio dell’utilizzo di questi monconi è la possibilità di stabilizzare la protesi con la sistematicaa vite passanteFig.a (molto più agevole, sicura, duratura  e non traumatizzante durante la rimozione  della protesi dal dentista) rispetto alla vecchia sistematica a moncone cementato.Fig.b

vite passante - Copia

 



G)
 La preventiva, indispensabile progettazione e programmazione della terapia, attraverso l’utilizzo di impronte,fig.42, fotografie fig.43 ma soprattutto per mezzo del computer determina la ricostruzione  digitalein 3D di esami radiologici fig.44 ( Tac, Dentascan, Conebeam, ecc.) attraverso l’utilizzo di un software dedicato.

fht

gfhfg
44

Questa tecnologia ci permette di progettare e di stabilire a priori l’esatta posizione degli impianti da inserire, fig.45-46 evitare strutture anatomiche pericolose (nervi, arterie, muscoli ecc.) fig.46 di conoscere l’esatta morfologia dell’osso da utilizzare e le sue caratteristiche (densità trabecolatura ecc.);

xfddd

inoltre ci consente di realizzare con precisione anche la protesi provvisoria immediatafig.47-48 prima dell’inserimento degli impianti. Questo manufatto così si adatterà perfettamente alla posizione dei monconi stabilita prima dell’intervento, in modo virtuale con il software 3D.

gfhfh


Da questo progetto virtuale eseguito sul computer è inoltre possibile realizzare (con l’utilizzo di una stampante 3D) un modello fisico (stereo-litografico) della mandibola o dell’osso mascellareriproducendo fedelmente tutti i dettagli anatomici.
Su questo modello simuliamo le estrazioni dentali, le modifiche sull’osso

PICT3778 - Copia

ed infine l’inserimento degli impianti valutando attentamente di non interferire con strutture anatomiche pericolose adiacenti. Tutto viene programmato e pianificato (misure e angolazioni impianti, innesti ossei, protesi provvisoria ecc.) PRIMA CHE VENGA RIPRODOTTO REALMENTE SULLA PERSONA CON L`INTERVENTO CHIRURGICO IMPLANTARE.

PICT3997 - Copia

Questo procedimento che attraversa una ‘sì dettagliata fase di programmazione realizzata prima dell’intervento consente di ridurre del 90% il rischio di effetti collaterali e conseguenze impreviste assicurando la riuscita della terapia chirurgica.

PICT3982 - Copia

 

 Il giorno dell’intervento non bisogna pensare come procedere, ma solo trasferire meccanicamente  sul paziente il progetto precedentemente realizzato sul modello anatomico, tutto con serenità, rapidità e sicurezza per la riuscita della terapia chirurgica.



H)
L’utilizzo di una dima chirurgica programmata fig.50 e realizzata (come la protesi provvisoria) prima dell’intervento implantare. Questo valido supporto chirurgico (struttura in resina chiamata dima fissata temporaneamente sulla cresta edentula da impiantare) stabilisce con precisione la profondità e l’inclinazione programmata della fresa durante la perforazione di osso e gengiva, quindi anche la posizione dell’impianto favorendo grandi vantaggi : massima precisione di posizione, riduzione dei rischi di lesione (di zone anatomiche pericolose) e dei tempi d’intervento.


er7t

 



I)
 Eccellenza dei risultati con l’implantologia computer guidata. Essi sono ottenuti eseguendo, quando possibile (anatomia idonea dell’osso), una tecnica di inserimento degli impianti (Tecnica Flapless) attuabile senza l’uso del bisturi e dei punti di sutura (perforazione gengiva e osso nello stesso momento) fig.49-51 con effetti di minima invasività chirurgica, rapidità di intervento, massima riduzione di dolore, gonfiore e sanguinamento post-chirurgico.

ghfghdf



L)
 
L’utilizzo della tecnicainnovativa degli impianti zigomatici che possono definirsi come   l’ultima frontiera nella chirurgia implantare.

La tecnica innovativa degli impianti zigomatici viene utilizzata quando nell'arcata superiore c'è scarsità o assenza totale di osso  nella zona posteriore vicino ai seni mascellari e quindi impossibile attuare la tecnica degli impianti inclinati nella cresta ossea ed è preferibile evitare tecniche rigenerative, complesse ed invasive.

 

ricostruzione-ossea-2-1024x1024 - Copia

 

Nell'arcata superiore, quando c'è scarsità di osso,Fig.xx al posto di tecniche rigenerative, complesse ed invasive, c'è la tecnica innovativa degli impianti zigomatici Fig.x1. Si tratta di impianti che possono arrivare alla lunghezza di 30 mm. Vengono fissati (con l’ausilio di un controllo radiologico intraoperatorio e con modelli stereolitografici che riproducono lo scheletro osseo) in un osso strutturale del cranio (osso zigomatico), sfiorando la parete posteriore del seno mascellare.

 PONTE-FISSO-AVVITATO-SU-IMPIANTI-ZIGOMATICI

La tecnica prevede l'inserimento di 2 - 4  impianti anteriori nell’area al di sotto del naso che di solito è ricca di osso e 2 – 4 impianti a livello posteriore zigomatico. Con 4 - 6 impianti sarà così possibile sostenere unaprotesi dentaria nell’arco della stessa giornata senza aver ricorso a nessun innesto osseo. E’ però indispensabile che l'osso zigomatico sia di buona qualità, che sia presente una giusta quantità di osso anteriore sotto il naso e che il paziente sia libero da bruxismo.

       

        PROTESIZZAZIONE PROVVISORIA DOPO LA TERAPIA CHIRURGICA IMPLANTARE

 (Tutto nella stessa giornata

L’utilizzo della protesi provvisoria programmata e realizzata precedentemente che calza alla perfezione con gli impianti inseriti, fa si’ che il paziente in poche ore possa modificare la propria bocca ed uscire dallo studio con nuovi denti fissi che garantiscono il ripristino delle funzioni maticatorie, delle condizioni estetiche e psicologiche. fig.53.

 hjhgj

 53

Dopo questa ottimale condizione di stabilità primaria degli impianti (stabilità meccanica dell’impianto nell’osso con l’immediata apposizione della protesi fissa nella stessa giornata) si attende sempre un periodo di osteointegrazione (4-6 mesi) che identifica la cosiddetta
stabilità secondaria o biologica”.

In questa nuova fase solitamente vengono inserite protesi fisse definitive fig.54 perchè l’impianto ormai risulta integrato nell’osso oltre  che meccanicamente, come precedentemente spiegato, anche biologicamente mediante la ricrescita dell’osso strettamente in contatto con le superfici dell’impianto garantendo un ancoraggio dello stesso in modo eccellente, stabile e duraturo.

khjbmbjjgh54

           

 “ TECNICA INNOVATIVA “

Questa metodica implantare attualmente in auge e largamente utilizzata nel nostro Centro di Implantologia Dentale ha riscosso enorme successo sia nel campo professionale ma soprattutto nei confronti del paziente ed è stata da noi denominata "TUTTO IN UN GIORNO”

Sembrerà assurdo, ma è vero…. È possibile estrarre dei denti malati, fratturati e irrecuperabili, modificare l’anatomia ossea e gengivale, inserire  impianti negli alveoli esistenti  anche in altre  zone anatomiche e in ultimo posizionare nuovi in denti fissi, tutto questo in meno di 8 ore.

01 

Non è fantascienza ma pura realtà riavere dei denti nuovi e fissi nell’arco di una giornata!

L’applicazione di questa metodica implantare è garantita dall’utilizzo di materiali innovativi certificati, tecniche protesiche, chirurgiche ed implantari collaudate e riconosciute nella letteratura medica odontoiatrica e dall’utilizzo di nuove soluzioni tecnologiche e terapeutiche che amplificano il successo della tecnica.

Imma modif - Copia

 

Inoltre le nostre metodiche innovative di implantologia sono frutto di una nostralunga esperienza inquesto campo favorita anche dalla altissima casistica di interventi di chirurgia implantare a carico immediato (circa uno o due al giorno) che vantiamo di avere.

Ecco alcuni casi clinici eseguiti dal dott. Marco Parravano :

 

casiclinicirecenti

casiclinicirecenti

casiclinicirecenti

Dove siamo

Ci trovate presso gli Studi Medici Polispecialistici all'interno del Centro Commerciale L'Aquilone, a L'Aquila.
 
 
laquilone
 

Contatti

 Centro di Implantologia Dentale Dr. Marco Parravano S.r.l. - S.t.p. Via    Campo di Pile snc c/o  Centro Commerciale L’Aquilone, 67100 L’Aquila

 Call Center: +39 (0)862 40 40 60

 Urgenze: +39 334 6284306

 Email: info@implantologialaquila.it

 Pec: implantologialaquila@pec.it

   Prenota la tua prima visita gratuita